PROGETTO "Vent8Giorni"
UNITA’ DI RECUPERO RESIDENZIALE TEMPORANEO
PER ALCOLISTI E DIPENDENTI DA SOSTANZE,
GIOCO D’AZZARDO, CIBO E DISTURBO NELLE RELAZIONI
L’obiettivo prioritario del progetto è quello di rivolgersi a persone che hanno già sviluppato un
comportamento compulsivo e alle loro famiglie, allo scopo di informare e prevenire comportamenti
auto-lesivi e indicarne la cura. In particolare verranno attivati:
- gruppi di auto-aiuto coinvolti in esperienze di residenzialità breve;
- gruppi di familiari per suggerire i comportamenti da attuare per corroborare l’astinenza
del dipendente e confortarlo nella stessa;
- sportello telefonico di primo ascolto sulle tematiche di dipendenza.
Secondariamente la nostra attività si orienterà nell’ambito della prevenzione, intervenendo sui
comportamenti a rischio e fornendo un intervento alla promozione della salute. Infine intendiamo a
attivarci anche nel settore della formazione. In questo caso l’obiettivo è quello di formare
operatori specializzati in ambito individuale e di gruppo nelle strutture socio-sanitarie e di
coordinare gruppi di auto-aiuto. A tale proposito la nostra Cooperativa ha implementato recentemente
un corso di formazione patrocinato e finanziato dalla Regione Lazio, Unione Europea, Fondo Sociale
Europeo e Ministero del Lavoro e della Previdenza sociale, denominato “Counselors nelle polidipendenze”
con la società di formazione IOIDEA.
Rispetto alla residenzialità breve, il riferimento teorico a cui ci ispiriamo è il metodo dei
«12 passi» messo a punto da Alcoholics anonymous (Aa) a partire dalla metà degli anni Trenta
tra l'Ohio e New York.
Oggi Aa è un'associazione internazionale che coinvolge oltre due milioni di membri e che associa
185.000 gruppi in tutto il mondo.
Il metodo – successivamente ripreso da gruppi di persone
affette da tossicomania, disturbi ossessivi del cibo, giocatori d’azzardo compulsivi e dipendenti
dal sesso – si è dimostrato essere il più efficace per superare l’alcolismo, le tossicodipendenze
in generale e mantenere l’astinenza.
Tale metodica viene chiamata “Minnesota Model”
(Cottonwood è il centro più famoso) ed è largamente diffusa in tutto il mondo.
La convinzione
di base è che la predisposizione alla dipendenza - qualunque essa sia - è una
condizione congenita che, unita a una situazione familiare, ambientale e psicologica particolare
(evidenziata da lacune di autostima e di mancanza di strumenti culturali), sfocia nella reale pratica
di ammortizzare i forti stati ansiosi che ne derivano con l'assunzione di droghe, alcol o con
comportamenti deviati.
Tutte le dipendenze dunque sono riconducibili a motivazioni analoghe e pertanto possono essere curate
con metodologie simili.
La terapia è organizzata in un ciclo terapeutico di 28 giorni
suddiviso in 7 sessioni: ogni giorno ha un suo programma con vari incontri di gruppo allargati,
terapia singola, terapia in gruppi più piccoli di 6-7 persone, lezioni, conferenze, giochi di squadra,
letture raccomandate, meditazione, pasti. Compiti da fare da solo.
Finito il ciclo, sarà
importante seguire i meeting periodici di mantenimento del tuo impegno anche fuori dal centro,
che si possono trovare in quasi tutte le maggiori città del mondo.
Fondamentale per questa terapia
è la volontà di uscire dalla dipendenza. Lo stare così insieme toccati tutti da esperienze
drammatiche è di grande sostegno.
Ci si abitua, con chi sai che ti capisce, a risalire una china dolorosa in cui lentamente prendi
consapevolezza della tua desolazione e della tua completa responsabilità di quelle scelte scellerate.
Al centro si creano solidarietà, complicità, si trova piena comprensione, ci si sente forti
nell'impegno comune, ci si scopre vulnerabili, si comincia a capire qualcosa di sé. Si impara
ad affidarsi agli altri, a chiedere quegli strumenti per sopravvivere che nessuno mai ci ha dato e che,
per la loro mancanza, ci hanno messi in quello stato. Forse per la prima volta si è concentrati su se
stessi cercando di essere onesto.
Il ritorno però alla realtà del mondo esterno è terribile.
Le responsabilità della vita di prima, le persone di prima sono uno schiaffo che cancella in un
istante tutto ciò che credevi di avere imparato e vorresti rifugiarti dove sai.
Ecco quindi l’importanza dei meeting.
In questo modo si risale la china e si metabolizza quel tornado che ha sconvolto la testa nei 28 giorni.
E sei fuori.
Ma non ora o presto, solo dopo tanto tempo e tanta lotta. Il nuovo utente
viene subito affiancato da un anziano del recupero (garante) che lo sostiene emotivamente nelle fasi
di recupero e lo aiuta a vincere i suoi sensi di colpa e le paure provenienti dal suo passato.
Fornendo la piena disponibilità giorno e notte, il garante aiutando il nuovo venuto in realtà aiuta
se stesso condividendo il programma di recupero. Ventiquattro ore alla volta (just for today)
metodo, questo, cardine dell’iter di sobrietà dall’alcool e la pulizia da tutte le sostanze.
Maggiori informazioni sul progetto possono essere trovate nella sezione dedicata del
sito SolidarMente.it
Progetto 28 Giorni
ASTROLABIO
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